Il governo austriaco sta scrivendo i 10 comandamenti per i rifugiati

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Il nuovo vademecum per gli immigrati che vogliono richiedere asilo in Austria

Ormai la questione degli immigrati monopolizza le agende politiche di tutti gli Stati europei. In tutti i modi si cerca di trovare una soluzione affinchè i richiedenti asilo provenienti da Paesi extraeuropei riescano ad integrarsi con le popolazioni degli Stati in cui sono fuggiti. Come riportato da Welt una delle ultime trovate è stata quella concepita da Gottfried Waldhäusl, ministro dell’immigrazione dello Stato federato della Bassa Austria. Waldhäusl, esponente del Partito della Libertà Austriaco vicino alla destra populista, ha diffuso un testo che contiene 10 comandamenti ai quali gli immigrati che arrivano in Austria devono sottostare per poter rimanere nello Stato e integrarsi con gli autoctoni.

I 10 comandamenti da seguire per i richiedenti asilo

«Non appena un richiedente asilo arriverà nella Bassa Austria riceverà non solo i soliti documenti amministrativi ma anche i “10 comandamenti dell’immigrazione” che saranno disponibili in 15 lingue differenti» ha dichiarato alla Welt il Ministro Waldhäusl. Tra le leggi da seguire gli immigrati dovranno imparare il tedesco; rispettare le leggi austriache; adottare i valori austriaci e crescere i loro bambini seguendoli; risolvere i conflitti in maniera non violenta; rispettare tutte le religioni; non provocare sofferenze inutili agli animali e mostrare gratitudine all’Austria. I comandamenti non verranno solamente consegnati, ma viene richiesto, a ogni migrante, di firmare un contratto con cui si impegnano a rispettarli.

Il ministro Waldhäus era stato al centro delle polemiche pochi mesi fa

Non è la prima volta che il Ministro dell FPÖ, conosciuto per la linea dura contro i migranti, ricorre a metodi discutibili per tentare di risolvere il problema dei richiedenti asilo in Austria. Nel 2018 aveva istituito una prigione, proprio al confine con la Repubblica Ceca, riservata esclusivamente a giovani migranti definiti dal Ministro stesso «piantagrane». Ma la struttura detentiva era stata chiusa poco tempo dopo. Sotto accusa erano i metodi violenti con cui venivano puniti gli immigrati che erano stati imprigionati nel carcere. Sempre nel 2018, come riportato dal Telegraph, alcuni esponenti di FPÖ avevano avanzato la proposta di decurtare di 300 euro lo stipendio degli immigrati che non sapessero ancora il tedesco. Quella cifra sarebbe servita a pagare dei corsi intensivi di tedesco che, se non frequentati, avrebbero portato all’immediata espulsione dall’Austria.

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